Cantina

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CANTINA
La produzione media di vino annua si aggira intorno ai 250 hl che vengono consumati in parte sfusi e in parte imbottigliati. La scelta aziendale di avvalersi di un’enologa si inserisce in un progetto di miglioramento generale che ci vede ormai in affiatamento da otto anni e ci ha portato alla definizione della produzione in 2 linee di prodotto. La linea da bottiglia rappresentata dai cosiddetti monovitigno: Brut rosè, Pinot Bianco, Malvasia, Merlot, Cabernet e Verduzzo. La quota restante del vino viene assemblata in 2 blend Bianco e Rosso che vengono consumati come sfuso sia in Agriturismo che nella adiacente rivendita vini. Quest’anno infatti Michele, dopo aver terminato i lavori di sistemazione del locali con la sua abile mano di muratore,ha deciso dopo dieci anni di riaprire la rivendita e ricreare quel rapporto con il territorio e la gente del posto che aveva interrotto per mancanza di spazio e tempo.

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L’ENOLOGA e IL PROGETTO
E’chiaro credo a tutti che la figura professionale dell’enologo su queste piccole dimensioni aziendali non è fondamentale, ma per costruire un progetto serve sedersi attorno ad un tavolo e tirare fuori le idee unendo le varie professionalità e conoscenze. Michele ha definito gli obiettivi e io gli ho suggerito i mezzi tecnici per raggiungerli e le modalità di lavoro da utilizzare. Ne segue che il lavoro è partito molto tempo fa e i risultati sono cominciati ad arrivare molto dopo, la nostra giostra gira una sola volta all’anno per la Festa di San Martino che celebra l’anno agricolo, quando si decide una potatura corta per tendere all’equìlibrio in un vigneto non ci si può aspettare una reazione immediata da parte della vite in campagna, i tempi sono più lenti e l’equilibrio si tende a raggiungerlo in 3-4 anni.

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Così abbiamo modificato il sistema di potatura trasformandolo da Casarsa in Guyot con capi a frutto da una decina di gemme per tralcio e abbiamo sostanzialmente ridotto la produzione in campagna, abbiamo eliminato il diserbo sostituendolo con il rincalzo del colmo al piede della vite, le concimazioni sono state ridotte e siamo così giunti ad un equilibrio vegeto- produttivo soddisfacente che ha prodotto uve con gradazione zuccherina naturale sufficiente a dare un vino che duri nel tempo. Questo si è tradotto nell’eliminazione di qualsiasi aggiunta di Mosto concentrato, anzi a volte abbiamo riscontrato il problema contrario di vini eccessivamente alcolici. aidodici15Nel contempo abbiamo lavorato sulle epoche di vendemmia, soprattutto sui vini rossi la migliore maturazione dell’uva per la produzione quantitativamente inferiore è l’epoca di maturazione posticipata ci ha dato uve con sostanza colorante maggiormente stabile nel tempo che ci ha permesso di avere vini più longevi, non a caso il Merlot che degusteremo questa sera è del 2004 e ha ben 5 anni di vita di cui 3 e mezzo li ha trascorsi in barrique. In cantina i cambiamenti hanno riguardato soprattutto la tecnologia, abbiamo introdotto il legno per l’affinamento del Pinot bianco, del Verduzzo passito, di Merlot e Cabernet.
Abbiamo aumentato notevolmente i tempi di affinamento in maniera da raggiungere la stabilità dei vini naturalmente grazie alla permanenza nel legno e al contatto con l’ossigeno che permea lentamente dai pori del legno, e per la naturale maturazione a cui vanno incontro i vini mantenendoli sulle loro fecce, mescolandoli e conservandoli ad una temperatura più o meno costante estate e inverno. Michele ha capito che è l’ottimizzazione dei tempi e non la velocità a cui si lavora che dà i frutti, pompa, filtri, nuovo impianto d’imbottigliamento sono stati dimensionati sui piccoli numeri che l’Azienda fa e ogni operazione viene condotta nel rispetto dei vini. Dal 2004 i vini vengono imbottigliati dall’azienda con la cura necessaria per questi piccoli volumi. L’ultimo lavoro che ha impegnato Michele in ordine di tempo, oltre a quello più fisico di sistemazione e miglioramento dei locali, è stato lo studio delle nuove etichette che si è concretizzato in un concorso presso l’istituto d’Arte e che ha dato la possibilità al vincitore di veder realizzata la sua idea nell’etichetta che attualmente è utilizzata.

wine2LA NOVITA’ DELLA VENDEMMIA 2009: IL SUCCO D’UVA
Durante una serata di accesa discussione trascorsa dai Dodici nella vendemmia 2009 è nata l’idea di mettere in bottiglia il succo d’uva, per offrire un prodotto aziendale anche ai bambini, per proporre un alternativa a chi deve poi condurre la carovana a casa e perché crediamo sia veramente un prodotto interessante, non neghiamo che ci dobbiamo lavorare sopra ancora un pò, soprattutto aggiustare il tiro sulla gradazione zuccherina, anticipare l’epoca della vendemmia per conservare più acidità che conferisca freschezza. . . attendete pazientemente, non vi deluderemo.